Il ritiro delle truppe russe dalla Georgia sembra esser cominciato veramente. Dopo giorni di annunci e smentite, militari, carri armati e blindati russi sono stati visti partire da Gori, la città più vicina al confine con l’Ossezia del sud, invasa da truppe russe. Il presidente russo Dmitri Medvedev, confermando le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che aveva parlato di «tre o quattro giorni» necessari per il ritiro, ha annunciato che la Russia ritirerà le sue truppe dal territorio georgiano entro il 22 agosto. Medvedev ha rassicurato il presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso di una conversazione telefonica, secondo quanto riferisce il Cremlino. Entro il 22 agosto alcuni dei peacekeeper russi saranno riuniti in una zona di sicurezza provvisoria i cui limiti sono stati decisi e stabiliti nel 1999 dalla Commissione di controllo congiunto, un organismo creato per mediare il conflitto dell’Ossezia meridionale e del quale fanno parte la Russia, la Georgia e la stessa Ossezia del sud, ha spiegato il numero uno del Cremlino a Sarkozy. Intanto, il Consiglio permanente dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha deciso l’invio immediato di 20 osservatori militari (in aggiunta ai 9 che sono già sul terreno) in Georgia, dopo il via libera di Mosca e Tbilisi. Gli alleati della Nato, riuniti a Bruxelles, hanno chiesto a Mosca di rispettare l’accordo di pace con la Georgia. Il Consiglio Atlantico definisce, nel comunicato finale, l’intervento militare russo «un’azione militare sproporzionata, non conforme al suo ruolo di custode della pace ed incompatibile con i principi di regolamento pacifico dei conflitti enunciato dall’atto finale di Helsinki».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78154