Settantasei civili, tra cui 50 bambini, sono stati uccisi da un bombardamento della coalizione a guida Usa, nell’ovest dell’Afghanistan. Lo annuncia il ministero degli Interni afgano con un comunicato, aggiungendo di aver avviato un’inchiesta sull’accaduto. «Il bombardamento è avvenuto nel distretto di Shindand, provincia di Herat», precisa il ministero degli Interni, che esprime il «suo grande rammarico per un incidente involontario». Il governo ha già inviato «una delegazione di 10 persone sul posto per raccogliere informazioni sull’accaduto». Molte persone sono state ferite e si trovano in gravi condizioni.
Secondo un responsabile della polizia, Akramuddin Yawer, almeno 15 case sono state distrutte dai bombardamenti e 76 persone sono state uccise, in maggioranza donne e bambini, ma anche talebani. In un primo momento il ministero della Difesa aveva dato notizia della morte di 5 civili e 25 talebani in seguito ai bombardamenti aerei: «Commando afgani e forze speciali americane hanno attaccato alle due del mattino le postazioni dei talebani nel distretto di Shindand», tra le province di Herat e Farah, nell’ovest, aveva dichiarato il generale Mohammad Zaher Azimi, portavoce del ministero. Quella zona rientra nella sfera di influenza del comando italiano in Afghanistan.
Nel corso dei primi quattro mesi del 2008 circa 200 civili afgani sono stati uccisi «per errore» dalle forze internazionali, nella maggior parte dei casi da bombardamenti aerei, secondo un bilancio fornito dall’inviato speciale dell’Onu, Philip Alston.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78288