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D’Alema zoppica con l’inglese ma va in sintonia con lo spagnolo Novembre 18, 2009

Archiviato in: new age — limeriella @ 3:05 pm
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Adesso, in Europa, la scarsa conoscenza dell’inglese di Massimo D’Alema sembra diventato un ostacolo insormontabile al fine di dargli il primato dell’incarico di mister Pesc.

Ieri, per esempio, nel transatlantico e nel cortile di Montecitorio «il premier più di sinistra che l’Italia abbia mai avuto dal 1945», parola del Financial Times, colloquiava amabilmente al telefono, nella lingua di Tony Blair, con interlocutori che di sicuro avevano a che fare con la sua candidatura ad alto rappresentante per la politica estera europea.

Certo, è andato incontro a qualche problema di ricezione e dunque a qualche incomprensione; ma non ci si inganni: chi non ha di questi problemi alla Camera’

Intanto, ai saputelli del Financial Times che ieri gli imputavano di essere troppo addentro agli intrighi italiani e, appunto, di avere una conoscenza inadeguata della lingua inglese, rispondeva per le rime l’attuale alto rappresentante, lo spagnolo Javier Solana: «Neppure io parlo inglese come Shakespeare».

Fonte:

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?id=1631335&codiciTestate=1

 

Come si elegge il presidente degli Stati Uniti Ottobre 3, 2008

Archiviato in: new age — limeriella @ 9:13 pm
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Negli Stati Uniti si vota, ogni quattro anni, il martedì successivo al primo lunedì di novembre nel cosiddetto “Election day”. In molti Stati le elezioni si aprono in anticipo di alcune settimane per permettere il voto, per posta, anche agli assenti. Il presidente eletto entra in carica il 20 gennaio successivo. Tecnicamente l’elezione viene effettuata con un metodo indiretto ciò vuol dire che i cittadini non scelgono direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori che compongono il “Collegio elettorale”. Ogni Stato ha un certo numero di grandi elettori pari ai deputati e ai senatori attribuiti a quel medesimo stato. Il conteggio dei voti, trasmesso al Senato, determina la vittoria finale.

Sistemi di voto Il voto è gestito dai consigli elettorali locali – con modalità e regole diverse Stato per Stato – che garantiscono lo svolgimento dell’elezione impedendo brogli. Anche se le polemiche non mancano mai. Clamorose quelle del 2000 quando la proclamazione del vincitore venne rinviata di alcune settimane perché nello stato della Florida, in quel caso determinante per il risultato finale, i voti vennero ricontati a mano – con numerosi ricorsi, fino alla Corte Suprema di Washington – per il malfunzionamento di alcune macchinette punzonatrici utilizzate per votare.

Chi può essere eletto alla Casa Bianca
La Costituzione prevede tre requisiti per poter diventare presidente degli Stati Uniti: essere cittadino americano, aver compiuto 35 anni di età, risiedere negli Stati Uniti da almeno 14 anni.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295376

 

Uno steward italiano tra le vittime di Madrid – Cronaca Agosto 24, 2008

Archiviato in: new age — limeriella @ 12:06 pm
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C’è anche un italiano tra le vittime dell’incidente aereo di ieri a Madrid. Lo si è appreso alla Farnesina. Si chiamava Domenico Riso e lavorava come steward per l’Air France. Inizialmente si era pensato che fosse un bambino di nazionalità italiana.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78239