Adesso, in Europa, la scarsa conoscenza dell’inglese di Massimo D’Alema sembra diventato un ostacolo insormontabile al fine di dargli il primato dell’incarico di mister Pesc.
Ieri, per esempio, nel transatlantico e nel cortile di Montecitorio «il premier più di sinistra che l’Italia abbia mai avuto dal 1945», parola del Financial Times, colloquiava amabilmente al telefono, nella lingua di Tony Blair, con interlocutori che di sicuro avevano a che fare con la sua candidatura ad alto rappresentante per la politica estera europea.
Certo, è andato incontro a qualche problema di ricezione e dunque a qualche incomprensione; ma non ci si inganni: chi non ha di questi problemi alla Camera’
Intanto, ai saputelli del Financial Times che ieri gli imputavano di essere troppo addentro agli intrighi italiani e, appunto, di avere una conoscenza inadeguata della lingua inglese, rispondeva per le rime l’attuale alto rappresentante, lo spagnolo Javier Solana: «Neppure io parlo inglese come Shakespeare».
Fonte:
http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?id=1631335&codiciTestate=1