E il primo giorno di scuola scoppia la protesta degli insegnanti che, oltre ad aver contestato la riforma del maestro unico denunciano la cancellazione dei centri di educazione per gli adulti. A scendere in piazza, lanciando un appello alla regione e chiedendo un intervento per salvare «l’istruzione» sono stati, lunedì mattina, gli insegnanti dei Ctp, i centri territoriali pemanenti. Ossia i centri territoriali permanenti in cui sorgono i corsi per l’educazione degli adulti. Per la precisione i corsi che dal 1997, anno dell’istituzione, hanno preso il posto dei vecchi corsi lavoratori, avviati nel 1978 dopo la protesta dei metalmeccanici. La manifestazione, promossa dalla Funzione pubblica regionale della Cgil segue quella organizzata il 3 settembre dalla Cgil e cui hanno aderito anche cisl, Cobas e Gilda davanti alla sede della direzione scolastica regionale, in difesa dei centri per l’educazione degli adulti. «Chiediamo con forza di salvaguardare questa offerta formativa che ha una significativa utenza cui rivolgersi – è la presa di posizione di Peppino Loddo, segretario regionale della Funzione pubblica della Cgil – e un’importante prospettiva di sviluppo, compresa quella mai seriamente considerata di un’azione di contrasto della gravissima dispersione scolastica». L’attività dei centri territoriali permanenti, in cui lavorano nella maggior parte dei casi insegnanti di ruolo, riguarda soprattutto la formazione degli adulti che riescono poi a conseguire la licenza media e inoltre prevedono, tra le altre attività anche i corsi di alfabetizzazione linquistica e informatica per gli stranieri che risiedono in Italia.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79022